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Grafica editoriale. 100 Centenari.

Grafica editoriale. 100 Centenari. Testimoni del XX secolo

Glisbò Immagine e Comunicazione firma la creazione di un grande progetto di grafica editoriale fotografico. La raccolta di 100 fotografie di 100 centenari sardi. Glisbo ha curato il progetto creativo l’impaginazione e post produzione digitale delle immagini.

100 CENTENARI è un libro fotografico dei testimoni di un epoca che ha conosciuto, guerre, grandi scoperte e uomini illustri.

Un libro che attraverso i ritratti di cento centenari racconta i cambiamenti a cui è stato sottoposto l’uomo nel XX secolo. Un viaggio che svela l’identità, le abitudini, le vicende di cento delle persone che hanno contribuito alla nostra storia. Dove, i visi più comuni a volte celano le storie più belle. Alla ricerca di quel filo comune che cerca di spiegare quale sia la ricetta per arrivare con integrità a cento anni.

Luigi Corda è nato in Sardegna. E’ un fotografo freelance. Studia psicologia all’università di Cagliari, forma la sua attitudine artistica attraverso l’amicizia e la collaborazione con numerosi artisti sardi, dedicando tutta la sua attenzione verso la fotografia. Dopo di ciò si trasferisce a Milano dove inizia a collaborare con diversi fotografi di moda,  qui acquisisce un know-how che lo porterà a dedicarsi con specificità alla fotografia in bianco e nero e  al ritratto. Nello stesso tempo si dedica alla fotografia di scena, lavorando sui set di numerosi spot pubblicitari per brand come: Tim, Wind, Roncato, Bilboa. La passione per il surf  lo conduce a realizzare immagini dall’acqua, pubblicate in famose riviste di surf, come: Surfers, Dreams, Surf News, Surf Latino. Attualmente Luigi vive e lavora tra la Sardegna e Milano, e non di rado lo si può trovare in viaggio in cerca di onde e foto.

 

Come nasce il progetto editoriale dei 100 Centenari

Sono sempre stato molto legato agli anziani, sarà che non ho mai conosciuto i miei nonni. Ricordo che da bambino stavo più tempo con gli anziani che con i giovani. All’università, quando i docenti chiedevano “con chi vorreste lavorare?” io ero uno dei pochi a rispondere “Vorrei lavorare con l’anziano”. Ho sempre visto l’anziano come un monumento del Sapere, un personaggio che insegna con la sua stessa vita, la sua esperienza e la sua longevità. Da qui il lavoro sui centenari, la Sardegna ne è ricca e rappresenta un primato mondiale. Abbiamo, ad esempio, la famiglia più longeva al mondo (nella zona di Perdas de Fogu) e l’uomo più longevo al mondo. Si pensi che, nonostante nel resto del pianeta il rapporto di longevità tra donna e uomo è di 17:1, in Sardegna si appiana rimanendo intorno al 1:1 Il progetto del libro “100 Centenari” si è presentato per caso nel 2006. In quel periodo vivevo a Milano e avevo intenzione di fare qualcosa che avesse un respiro, che fosse Nazionale ed internazionale allo stesso tempo. Qualcosa di importante. Nel 2007, dopo essermi accuratamente informato, sono tornato in Sardegna per incontrare e fotografare i centenari. Trovare i soggetti per le mie fotografie non è stato facile, la legge sulla privacy non consente ai comuni di dare risposte demografiche di questo tipo senza prima attuare una procedura burocratica molto lunga. Superato questo enorme ostacolo, mi sono imbattuto in zone più ricche di centenari rispetto ad altre. Non esiste una statistica costante nel tempo, negli anni ’80 ad esempio erano più concentrati nella Barbagia che nell’Ogliastra, sicuro è che al Nord sono meno frequenti che nell’interno e al Sud. Una volta trovati i centenari, alcuni (quelli presenti nel libro) hanno accettato con felicità l’idea, altri invece hanno rifiutato. Altri ancora, come catapultati indietro nel tempo, pensavano di dovermi pagare come si faceva quando erano giovani e alcuni si mettevano in posa, immobili, quasi ad aspettare un flash ai sali di magnesio. L’intero progetto è stato sviluppato in digitale nonostante l’idea iniziale fosse di scattare le foto in pellicola. Avevo il desiderio che il mezzo fosse quello che i centenari hanno conosciuto e vissuto, un mezzo dei loro tempi. La pellicola, tuttavia, richiede molte più attenzioni sottoponendo dei soggetti così anziani a livelli di stress eccessivi. Questo mi obbligò a svolgere l’intero progetto in digitale. L’intera esperienza è stata bellissima, nonostante gli ovvi momenti di sconforto che si son presentati tornando spesso indietro a mani vuote. Tuttavia in due anni e con oltre 60.000 Chilometri alle mie spalle ho concluso uno tra i progetti più importanti per me.

Vivere per due anni tutta questa semplicità è un’esperienza che ti ridimensiona come persona. Arrivare a cento anni è dato da diversi fattori non solo genetici, di stile di vita o di alimentazione, ma psicologici. Vedere tutti questi signori che hanno vissuto in un ambiente rurale che hanno fatto molti sacrifici per cambiare non la loro condizione sociale ma quella dei figli. Negli occhi e nella pelle dei centenari puoi vedere il sacrificio, ma anche il rispetto, l’onestà, mentre la loro voce racconta aneddoti particolari o dà consigli. Ricordo che dopo una serie di fotografie, Salvatore Casula, un centenario di Desulo mi disse “Il segreto per arrivare a cento anni è non fare mai male a nessuno”.

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